Risposta di buon senso politico a una Consulta senza buon senso. Otto mesi di lavoro per Coppi

“Dalla discesa in campo a oggi la mia preoccupazione preminente è sempre stata ed è il bene del mio paese. Perciò anche l’odierna decisione della Consulta, che va contro il buonsenso e tutta la precedente giurisprudenza della Corte stessa, non avrà alcuna influenza sul mio impegno personale, leale e convinto, a sostegno del governo né su quello del Popolo della libertà”. Così Silvio Berlusconi ha commentato, tosto ma rassicurante nei confronti di Enrico Letta, la decisione con la quale la Corte Costituzionale ha respinto ieri il conflitto di attribuzione tra poteri per il mancato riconoscimento del legittimo impedimento dell’ex premier a comparire, il primo marzo 2010, nell’udienza d’Appello del processo Mediaset in quanto impegnato a presiedere un Consiglio dei ministri non programmato.
13 AGO 20
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“Dalla discesa in campo a oggi la mia preoccupazione preminente è sempre stata ed è il bene del mio paese. Perciò anche l’odierna decisione della Consulta, che va contro il buonsenso e tutta la precedente giurisprudenza della Corte stessa, non avrà alcuna influenza sul mio impegno personale, leale e convinto, a sostegno del governo né su quello del Popolo della libertà”. Così Silvio Berlusconi ha commentato, tosto ma rassicurante nei confronti di Enrico Letta, la decisione con la quale la Corte Costituzionale ha respinto ieri il conflitto di attribuzione tra poteri per il mancato riconoscimento del legittimo impedimento dell’ex premier a comparire, il primo marzo 2010, nell’udienza d’Appello del processo Mediaset in quanto impegnato a presiedere un Consiglio dei ministri non programmato. “La riunione del Consiglio dei ministri”, ha detto la Consulta nella sua sentenza, “non è un impedimento assoluto”. E’ di fatto – stabilisce la Corte – il tribunale che, volta per volta, deve decidere se sussista o meno un legittimo impedimento. Dunque il processo Mediaset, che sarebbe stato annullato da una sentenza di accoglimento emessa dalla Consulta, continua e, in un tempo di circa otto mesi, approderà in Cassazione per il terzo grado di giudizio (la prescrizione scatta a giugno del 2014). A difendere Berlusconi, com’è noto, sarà l’avvocato Franco Coppi, tra i più noti cassazionisti penali d’Italia.
“Continua nei miei confronti”, ha detto Berlusconi, “un accanimento giudiziario che non ha eguali nella storia di tutti i paesi democratici. Questo tentativo di eliminarmi dalla vita politica che dura ormai da vent’anni, e che non è mai riuscito attraverso il sistema democratico perché sono sempre stato legittimato dal voto popolare, non potrà in nessun modo indebolire o fiaccare il mio impegno politico per un’Italia più giusta e più libera”. Il presidente del Pdl ha ricevuto la solidarietà dei ministri che il suo partito ha prestato al governo Letta. In una nota congiunta: “La decisione travolge ogni principio di leale collaborazione e sancisce la subalternità della politica all’ordine giudiziario”.